Minori stranieri non accompagnati: il progetto di Arci finanziato dal Fami

LECCE – Si chiama “Samià Yusuf Omar” il progetto di Arci Lecce finanziato dal fondo Asilo, migrazione e integrazione del ministero dell’Interno. Il nome è quello dell’atleta somala che il 2 aprile del 2012, quattro anni dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Pechino, è annegata al largo di Lampedusa nel tentativo di raggiungere le coste italiane.

L’iniziativa di accoglienza dedicata ai minori stranieri non accompagnati per il periodo 2016-2019 si articola in cinque strutture nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Arci Lecce è capofila del progetto Fami presente nei comuni di Carpignano Salentino, Aradeo, San Pietro Vernotico, Brindisi e Laterza. I cinque centri sono gestiti in collaborazione con altri partner, in particolare le cooperative “Polvere di Stelle” ad Aradeo, Nuovi Orizzonti a Laterza e Incerchio a Brindisi.

I dati sui flussi migratori, per quanto riguarda i minori, sono indicativi del trend: sono passati da 4.209 nel 2011 a 15.540 nel 2017, con un picco di 25.846 nel 2016, provenienti principalmente da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria. L’età media è diminuita: secondo Save the children l’81 per cento dei minori non accompagnati presenti a fine 2016 nelle strutture di accoglienza aveva tra i 16 e i 18 anni, si è assistito infatti ad un aumento progressivo della presenza di pre-adolescenti e bambini nella fascia 0-14 anni, passati da 698 nel 2012 a 2.050 nel 2016″.

Nelle strutture delle tre province sono 50 i minori accolti per un periodo fino a tre mesi e comunque fino a che il ministero non dispone il trasferimento in progetti di seconda accoglienza. I minori stranieri che si trovano in Italia hanno diritto a rimanere nel territorio nazionale ed essere protetti come ogni altro ragazzo o ragazza italiani, nel rispetto del loro “superiore interesse”, così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.

 

Per tutta la durata dell’accoglienza è garantito supporto psicologico, assistenza sanitaria, ma anche percorsi ludici e ricreativi. Tra questi ci sono iniziative che tendono ad avvicinare i minori al contesto locale che li ospita come le escursioni per scoprire le bellezze naturali e storiche, il laboratorio di integrazione culinaria “Mondo in Pasta”, promosso all’interno dell’iniziativa di Arci Lecce “A tavola con noi”, per apprendere sul campo come realizzare la pasta fatta in casa e i tipici prodotti di pastificazione del territorio seguiti da maestranze locali, gli incontri con associazioni, scuole e amministrazioni del territorio: “L’accoglienza dei minori merita sempre più attenzione perché questi ragazzi che decidono di rimanere in Italia è bene che abbiano la percezione reale di un’accoglienza fatta con il cuore” ha commentato Anna Caputo, presidente di Arci Lecce.

fonte:http://www.lecceprima.it